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A Morabito una piazza di Militello Rosmarino

Il Consiglio Comunale di Militello Rosmarino in provincia di Messina,nella seduta del 31 marzo, ha accolto favorevolmente la mozione dei consiglieri di minoranza, Antonino Mileti e Letizia Passarello di intitolare una via o una piazza all’illustre concittadino professore Francesco Morabito, votando all’unanimità.
Alla seduta consiliare era presente il figlio di Morabito,avvocato Maurizio, che visibilmente commosso, ha avuto parole di ringraziamento nei riguardi di tutti i consiglieri presenti e del sindaco Calogero Lo Re.
Il professore Francesco Morabito era originario di Messina, ma in tenera età si era trasferito a Sant’Agata Militello e poi a Militello Rosmarino, in seguito al lavoro del padre, imprenditore agrumicolo. Dopo il ginnasio, consegue la laurea in Scienze Agrarie e l’abilitazione alla professione di agronomo forestale. Nei primi anni cinquanta verrà chiamato a dirigere la scuola agraria di Sant’Agata. Il professore Morabito è stato anche uno sportivo, per anni ha, infatti, ricoperto il ruolo di portiere del Sant’Agata calcio. Credeva fermamente nei valori dello sport quale veicolo di inclusione, rispetto e crescita personale, specialmente nella formazione delle giovani generazioni. Ha cominciato a frequentare Militello sin dai primi anni 50 per ragioni di lavoro, in ragione della sua professione facendo nascere nei giovani del luogo sia alcaresi, ma soprattutto militellani che giornalmente con un pullmann raggiungevano la scuola da lui diretta, l’amore per l’arte e per le tecniche colturali agricole, creando fior di professionisti. Da quel momento è diventato il “dottore delle piante”, come amava farsi chiamare.
“Per 55 anni – ha affermato il figlio Maurizio – è stato militellano per una scelta di cuore, avendo sposato una ragazza del posto Rosetta Pennica, ma anche per un legame speciale che si è creato con i cittadini di Militello da cui era stimato e benvoluto”.
Con gli occhi lucidi, l’avvocato Maurizio Morabito, ha ricordato le ore che il padre passava ad osservare dal suo terrazzo il panorama della Rocca Traora, avamposto delle Rocche del Crasto dove nidificano i grifoni.
“Dal punto di vista professionale – ha continuato Maurizio Morabito -a tutti indistintamente ha dispensato i suoi preziosi consigli, sia per l’impianto ed il miglioramento delle colture agricole, che per la zootecnia e le tecniche di allevamento, nonché per le pratiche di richiesta di contributi regionali, che, all’epoca, erano un sussidio, importante quasi indispensabile, specie per i meno abbienti. posto che, da sempre, era schierato con gli ultimi, con quelli che avevano più bisogno”. Per questo motivo si è speso con forza e dedizione per l’affrancazione dei terreni gravati da enfiteusi nei fondi rustici Priola -Furci ed ex Feudo Pileci, laddove nel calcolo di stima del prezzo del riscatto, veicolò il concetto che il capitale di affranco non doveva avere valore di corrispettivo, ma bensì di indennizzo, con grande beneficio per tutti gli armentisti, i coltivatori diretti e i braccianti agricoli.
La cerimonia di intitolazione si svolgerà il prossimo 22 novembre.
A.R

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